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LaPelleBeauty.it | November 14, 2018

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Un fiore per non dimenticare

Un fiore per non dimenticare

Vi siete mai chieste perché il “Non ti scordardime” si chiama in questo modo? Noi abbiamo fatto una piccola ricerca e il risultato è che la genesi di questo nome si perde nella storia e ha ispirato la fantasia di poeti e scrittori di tutte le epoche. Secondo una leggenda di matrice cattolica, ad esempio, sarebbe stato il Padreterno stesso a chiamare così questo piccolo fiore che, avendo paura di essere dimenticato dal Signore quando questi stava dando i nomi agli esseri viventi, gli aveva rivolto appunto questa invocazione piena di speranza! Un’altra storia che, lo ammetto, mi piace di più racconta di due ragazzi austriaci che su un ponte sul Danubio, in un triste pomeriggio, si scambiarono questo fiore come simbolo di eterno amore. Purtroppo lui cadde nel fiume e urlò alla sua amata la frase che avrebbe legato per sempre il fiore alla loro vicenda. Forse per questo nella Germania del XV secolo, si diceva che chi indossava il fiore non sarebbe stato dimenticato dalla propria amata, mentre le donne lo indossavano come segno di fedeltà.Molto meno affascinante risulta il nome botanico del fiore che è Myosotis e che in greco significa “orecchie di topo” dalla forma delle sue foglie. Non propriamente un nome… romantico! Originario dell’Europa e del Nord America, il Non ti scordardime sboccia durante il periodo tra la primavera e l’estate e appartiene alla famiglia delle Boraginaceae. La sua altezza puà variare, ma di solito è sempre compresa tra i 5 e i 30/35 centimetri. I fiori solitamenti sono raccolti in cime appaiate mentre gli steli si presentano eretti e ramificati e le foglie di colore verde chiaro hanno la classica forma di ovale allungato. Il calice presenta peli setolosi uguali e uniformi, mentre gli stami sterminano con un’appendice lingulata. I fiori hanno un colorito azzurrino con il centro giallo, ma ne esistono anche specie di colore bianco. Sono raramente profumati. Quando vengono impiantati i semi non è necessario lasciare più di 10 centimetri di distanza tra uno e l’altro, in quanto questo spazio risulta più che sufficente all’adeguata fioritura.
Myosotis
L’innaffiatura copiosa è resa necessaria solo nel caso in cui il terreno dove è presente la pianta sia molto arido, altrimenti può bastare dare acqua anche soltanto una volta alla settimana, con la consapevolezza che però, in caso di caldo eccessivo, bisognerà rimediare aumentando la frequenza. In medicina, il Nontiscordardime è stato utilizzato con un discreto successo per la cura contro i veleni derivanti da punture di scorpioni e aracnidi e da morsi di serpente, guadagnandosi, per quest’ultima capacità, l’appellativo di “erba serpente”; inoltre il decotto di questi fiori, secondo un’antica credenza popolare, aiuterebbe la guarigione delle ferite subite da colpi di arma da taglio.
Myosotis_alpestris_by_tfist
La pianta, invece, se essiccata, diventa un ottimo rimedio contro le infiammazioni degli occhi. In virtù dei sali di potassio contenuti in essa, la pianta ha anche funzioni antiasteniche di grande efficacia nelle manifestazioni di atonia. In fitologia viene utilizzata per le sue qualità espettoranti, mentre dai fiori si può ricavare un infuso utile contro l’invecchiamento cutaneo e l’acne, adatto anche a favorire le difese del sistema immunitario. Chiudiamo dicendovi che il fiore è diventato col tempo il simbolo della festa dei nonni, istituita in Italia nel 2005, che si celebra il 2 di ottobre: con la speranza che nessuno si scorderà più di loro.

Gabriella La Rovere

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