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LaPelleBeauty.it | June 22, 2018

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Igiene intima: se la cliente non la conosce

Igiene intima: se la cliente  non la conosce

Un articolo a cavallo fra comunicazione, psicologia e igiene. Abituate alle pagine patinate delle riviste in cui modelle e attrici si sottopongono a bagni e trattamenti di bellezza in ambienti confortevoli e perfetti, spesso si dimentica che la realtà può essere molto diversa. Una situazione non troppo idilliaca ma che si verifica spesso nella quotidianità di tanti Istituti è legata -difficile anche parlarne- alla poca igiene che alcune clienti mostrano quando, deposti gli abiti, si accomodano in cabina per una ceretta o per un massaggio. Che fare? Turarsi il naso e far finta di niente o dirglielo apertamente invitandole a lavarsi meglio, specie nelle zone intime? Ogni professionista ha negli anni sviluppato il proprio stile e la propria risposta ma il problema resta. Proviamo a parlarne con obiettività e senza falsi pudori. Lavarsi è una esigenza che non tutti sentono allo stesso modo. Lo s’impara da bambini e lo si fa per vari motivi: perchè dove c’è sporco aumentano i rischi delle malattie; per un dovuto rispetto verso sé stessi e verso gli altri (le persone con bassa autostima tendono a non lavarsi); perché un buon odore attira di più, favorendo relazioni sociali e di coppia.
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Che dire e cosa fare allora con chi pur in apparenza in buone condizioni mentali ed economiche, dimentica troppo spesso di ricorrere a deodorante e detergente intimo? Prima di rispondere cerchiamo di capire la causa dei cattivi odori. Ogni giorno miliardi di germi sono a contatto con il nostro corpo creando un particolare ecosistema che, se alterato, produce problemi. È il caso in cui il livello di acidita del pH sale improvvisamente, influendo sulla proporzione numerica tra i germi, sotto ascelle, piedi o area genitale. Se ad esempio cresce la quantità di Gardnerella, batterio responsabile dell’aumento di amine, scaturisce il cattivo odore e aumentano le secrezioni vaginali che irritano la mucosa provocando vaginosi. Spesso di tali variazioni la cliente non è cosciente e una particolare condizione individuale può impedirle di accorgersi del problema invece evidente agli altri. Un pò quello che succede con l’alito cattivo. Torniamo al nostro quesito: come invitare la cliente a prendersi cura di un problema di cui non è consapevole? Un modo è quello di partire da un discorso generale sui migliori detergenti intimi: da quello che la pubblicità promette a come in realtà possono risultare deludenti, o controproducenti, i saponi normali, che peraltro raccolgono da precedenti utilizzi batteri che possono dare disturbi. Una grande verità, con l’aggiunta che i saponi comuni non sono indicati per l’igiene intima, essendo alcalini, cioè con pH inadeguato.
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Il discorso potrebbe continuare su come un’accurata selezione di prodotti non basta a evitare fastidi, se non accompagnata da almeno 2 regole comportamentali: dopo aver usato il detergente su una zona delicata, essa va risciacquata bene onde evitare che rimangano residui di sapone; lo stesso vale per la biancheria intima, dal momento che i resti di detersivo, a contatto con le secrezioni vaginali, possono sciogliersi e causare irritazioni. A questo punto si può passare all’elogio del detergente intimo come migliore soluzione per l’igiene personale, a patto che esso sia specificatamente indicato per il tipo di pelle su cui è chiamato ad agire, e quindi alla fatidica domanda: tu quale usi? Di alcuni problemi si preferisce parlarne ad amiche e confidenti, e le estetiste svolgono spesso entrambi i ruoli. Non stupitevi se la cliente ammette di non avere una marca preferita o di usare saponi normali. In tal caso il gioco è fatto: dare un consiglio alla cliente in merito a un problema intimo è utile per creare o rinsaldare quel rapporto di fiducia essenziale per chi affida il proprio corpo alle nostre cure. Potrete aggiungere che un detergente non inaridisce epidermide e mucose, specie se privo di coloranti, conservanti, o profumi di sintesi.
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Meglio i liquidi che non trasportano agenti infettivi, contenenti acido lattico presente ed estratti naturali come malva, tiglio e camomilla per le proprietà lenitive e addolcenti, mentolo ed eucaliptolo perché rinfrescanti, aloe e amamelide per le qualità emollienti e idratanti. Oggi l’ampia disponibilità di prodotti permette scelte personalizzate, fatte apposta cioè per ogni tipo di esigenza. Se riuscirete a condurre la cliente lungo tale filo del ragionamento avrete svolto una buona comunicazione e soprattutto un servizio che l’aiuterà a prevenire o curare in tempo fastidi che, a lungo andare, potrebbero dar luogo a problemi gravi. Non dimenticate poi, nell’incontro successivo, qualora vi accorgiate che il cattivo odore è ridotto o del tutto scomparso, di rinforzare psicologicamente il comportamento positivo della cliente complimentandovi per la buona fragranza che si sprigiona dalla sua pelle e chiedendo il nome del prodotto utilizzato. Se l’inconveniente persiste bisogna sempre tener presente che, oltre alla possibilità che la signora abbia ignorato i vostri consigli, ci sia qualche problema cui solo l’esperto può dare risposte efficaci. Fatevi coraggio e decidete: o vi tenete la cliente e il suo odore oppure consigliatele una visita ginecologica.

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