Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

LaPelleBeauty.it | December 17, 2017

Scroll to top

Top

No Comments

Usate l’henné? È innocuo ma attente alle allergie

Usate l’henné? È innocuo ma attente alle allergie

Si chiama lawsonia inermis, ma tutti la conoscono semplicemente come henné. Questa pianta, originaria dell’Asia Minore, Africa del Nord, Iran e India Occidentali, è nota da tempi antichissimi per le sue proprietà antisettiche e medicinali e, soprattutto, per le sue qualità di tintura naturale. Dalle sue foglie e dai rami essiccati e compressi, si ricava infatti una polvere giallo-verdastra, che una volta applicata assume tonalità rosso brune. Utilizzata da secoli per colorare i capelli, i tessuti e, specie in Oriente, per realizzare disegni sul corpo a carattere rituale, negli ultimi anni l’uso dell’henné è tornato prepotentemente alla ribalta anche da noi. Con questo colorante è infatti possibile realizzare tatuaggi non permanenti (i disegni hanno durata in media di qualche settimana) e di rapida esecuzione che proprio per queste caratteristiche trovano larghissima diffusione anche nei Centri estetici. L’henné puro, appena steso, è di un colore verde brillante che man mano che si asciuga diventa rosso. La gradazione del colore può variare secondo la pelle, e con l’aggiunta di altri ingredienti, tipo il caffè, che rendono il tatuaggio più scuro.
1131693520
Difficilmente è causa di allergie. I rischi nascono però quando si utilizza l’henné nero, perché esso, in natura, non esiste e per ottenere tonalità così scure si ricorre a coloranti chimici. il più utilizzato è la PPD (para-fenilendiamina) che migliora il fissaggio e aumenta la brillantezza del colore. Si tratta di una sostanza sintetica comunemente usata nel settore tessile e nelle tinture per capelli, che però può essere pericolosa, tanto che il suo contenuto nei cosmetici è limitato per legge e deve esserne evidenziata la presenza in etichetta con avvertenze specifiche, tra cui quella di fare un test preventivo per verificare la predisposizione allergica. Impossibile, quindi, controllare la presenza e la concentrazione di PPD specie nei tatuaggi praticati sulle spiagge o per strada, mentre sarebbe bene far prevalere il principio di precauzione e non applicarlo in caso di pelle sensibile e nei bambini. In Istituto, invece, bisogna sempre visionare l’etichetta del prodotto utilizzato per verificare che non vi siano altri componenti oltre il composto naturale. I componenti chimici, infatti se usati direttamente sulla pelle, spesso procurano reazioni allergiche che vanno dal semplice arrossamento e prurito fino a irritazioni violente, gonfiore, bolle e ciò che è peggio possono dare luogo a una grave sensibilizzazione permanente dell’epidermide ai composti con cui è venuta a contatto. Quando ciò accade le successive manifestazioni allergiche possono essere scatenate anche dall’uso di tessuti trattati con le stesse sostanze e provocare segni indelebili come vistose cicatrici o macchie cutanee. C’è anche il rischio di eczemi da contatto che possono presentarsi anche molti anni dopo. Se nonostante le precauzioni, dopo un’applicazione di henné, si verificasse una reazione allergica, la parte interessata va lavata con acqua fredda, evitando di grattarla, di esporla al sole e di coprirla con creme o unguenti che si hanno in casa senza prima aver consultato un dermatologo.

di Stefania Bruno

Inviaci il tuo Commento