Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

LaPelleBeauty.it | October 22, 2018

Scroll to top

Top

No Comments

Quante volte si ritocca il ritocco?

Quante volte si  ritocca il ritocco?

La chirurgia plastica ha ormai raggiunto un tale livello di sicurezza e di “riuscita del risultato” che solo nel nostro paese ogni anno sono oltre 600.000 le persone che decidono di ricorrervi per correggere piccoli o grandi inestetismi o malformazioni. Tuttavia a fronte della quasi totalità di successi che si riscontrano in questo campo, va annotato che è considerevole anche la percentuale di coloro che a distanza di poco tempo decidono di sottoporsi a un secondo “ritocchino” nella stessa zona trattata. Come mai? Ce lo spiega il chirurgo plastico Pietro Lorenzetti. “I motivi per cui si effettua un intervento secondario sono molti e diversi. Il più frequente è che il paziente non resta completamente soddisfatto dall’esito dell’operazione. è ciò che a esempio succede almeno nel 20% dei casi a seguito di una rinoplastica, a fronte di un 5% in cui sarebbe davvero necessario re-intervenire. Una statistica sconfortante che può essere spiegata da una preliminare mancanza di chiarezza da parte del chirurgo durante il colloquio pre-operatorio nella descrizione dell’esito previsto dell’operazione, o viceversa, da una immotivata paura da parte del paziente nel chiedere al medico ciò che effettivamente vorrebbe. Una perdita di tempo e denaro che si potrebbe evitare semplicemente spiegando i canoni della regolarità e della simmetria del volto nonché delle proporzioni con le sue altre parti”.
Esistono problemi nell’effettuare un intervento secondario di rinoplastica?
Dipende. Se, come avviene di solito, le correzioni sono effettuate dallo stesso chirurgo della prima operazione, allora non dovrebbero esserci molti problemi. Nel caso in cui invece si decide di rivolgersi altrove, magari a seguito di qualche esito disastroso, allora possono nascere delle complicazioni. Primo perché è sempre complicato accontentare una persona delusa. Secondo, perché è difficile mettere le mani su strutture già modificate, dove ci sono cicatrici. è molto più semplice limare un pò o alzare una punta piuttosto che rimediare quando si è eliminato troppo. A questo proposito, il mantra da seguire sempre è “meno è meglio” (e soprattutto più rimediabile). Regola applicabile anche al lifting: la maggior parte delle persone, infatti, desidera solo che il proprio aspetto corrisponda alla propria età anagrafica ed emotiva e un volto statico che non invecchia mai è poco gradevole. Non esistono invece problemi nel caso in cui si debba re-intervenire a distanza di anni.
Anahi Gonzales (1)
Nel caso della mastoplastica additiva?
Di solito si effettua la sostituzione delle protesi in 3 casi: se sono di vecchia generazione; se si è verificata una contrattura capsulare; se la paziente non sente più adatta a sé quella misura. Di solito le “pentite” sono donne dello spettacolo che hanno rifatto il seno con taglie evidenti portando magari una prima a una quarta e che dopo qualche anno trovano poco adatto quel seno a una nuova condizione psicologica o a un corpo modificato da età o gravidanze. Fenomeno che anche in questo caso si può prevenire nel preoperatorio consigliando, specie alle giovani, taglie classiche, “sempre di moda”, come una terza.
Non resta che la liposuzione…
Si interviene per perfezionare il primo intervento ed eliminare altri cuscinetti (non è possibile eliminare più di una certa quantità di grasso a sessione), oppure per riparare brutti interventi che lasciano avvallamenti e depressioni, antiestetici quanto il cuscinetto. In questi casi la liposuzione richiede una manualità estrema e il giusto equilibrio tra forza e delicatezza. In presenza di buchi, rimediare è davvero complesso e prevede a esempio l’innesto localizzato di grasso per limitare gli avvallamenti.

Scritto dal Prof. Pietro Lorenzetti, Chirurgo Plastico

Inviaci il tuo Commento