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LaPelleBeauty.it | December 17, 2017

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Quando dire no alla ricostruzione

Quando dire no alla ricostruzione

Continuiamo a parlare di unghie e delle conoscenze base di anatomia, fisiologia e patologia necessarie a chi voglia offrire un servizio di qualità ai propri clienti. Negli scorsi numeri abbiamo parlato di alcune delle anomalie più frequenti legate alla conformazione delle unghie: unghie a racchetta, a pinza, etc., dei problemi di colore e della loro consistenza. A seconda della condizione, si è detto, esistono trattamenti medici ed estetici risolutivi, e in tante di queste condizioni può risultare necessario intervenire con una operazione di ricostruzione. Ciò non toglie che l’origine di questa nuova metodica trova inizio nel campo dell’estetica professionale e che le estetiste hanno tutti i titoli per intervenire anche per semplici modifiche di carattere estetico, per rendere cioè le unghie più belle alla vista.
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Tra le diverse tecniche di ricostruzione, la più diffusa è senz’altro l’applicazione di unghie finte. Pur non presentando particolari rischi, quando si effettua questa operazione bisognerebbe sempre prestare attenzione ai materiali usati che possono avere ripercussioni sulla pelle, sotto forma di allergie da contatto. Di solito infatti si utilizzano acrilati: resine termoplastiche che polimerizzano e si induriscono a temperatura ambiente tramite calore o dopo l’esposizione a radiazioni ultraviolette. I monomeri acrilici e matacrilici hanno una importante capacità allergizzante e sono capaci di provocare dermatiti allergiche da contatto, tanto per l’operatore quanto per la cliente, loca­lizzate prevalentemente a livello del perionichio (l’insieme di tessuti molli che circondano la lamina). Se la persona allergica è l’estetista, la dermatite può manifestarsi oltre che a livello dei polpastrelli, anche sul volto, in particolare nella zona palpebrale, e sul collo, a causa di un involontariato contatto con le mani sporche. Diventa quindi essenziale chiedere alla cliente se nella sua storia personale ci sono episodi di allergia, alle resine, agli smalti e anche al nichel. Se la risposta è positiva sarebbe meglio non rischiare.
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Altra attenzione: in presenza di una delle malattie dell’unghia di cui abbiamo parlato, si deve agire prestando molta cura al tipo di problema da affrontare: in caso di striature e di anomalo ispessimento è forse più utile una precedente limatura, mentre in caso di Pterygium (eccesso di cuticole che crescono aderendo alla lamina) sarà utile l’uso preliminare di oli e prodotti ricchi di so­stanze emollienti associati alla manicure. Casi, invece, in cui è bene rinunciare alla ricostruzione e suggerire alla cliente di rivolger­si a un medico sono le Onicoptosi, ossia lo staccamento dell’unghia con conseguente caduta, spesso legata a diabete o altre patologie; la Paronichia, o giradito, classica infezione del contorno dell’unghia; l’Onichia, ovvero l’infezione della matrice che si presenta con un anomalo arrossamento dell’unghia ed è contagiosa; tutte le onicomicosi, provocate da uno dei tanti funghi che possono localizzarsi sulle dita delle mani e dei piedi, possono anche essere contagiose e se non vengono debellate portano al distaccamento dell’unghia.

di Danilo Panicali

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