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LaPelleBeauty.it | May 25, 2018

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Non si può fare a meno dello Svedese

Non si può fare a meno dello Svedese

Per alcuni, il massaggio svedese non può mancare in un listino di trattamenti benessere e massaggi il più possibile completo. Viene considerato il primo massaggio sviluppato in maniera scientifica in Europa e storicamente la sua paternità è attribuita a Pehr Henrik Ling, medico e fisioterapista svedese, che pare abbia tratto ispirazione per idearla dalle antiche arti egizie e cinesi. La caratteristica principale del massaggio svedese è che si tratta di un massaggio personalizzabile in base al cliente che vi si sottopone, attraverso un insieme di manovre e sequenze non rigide che coinvolgono tutto l’organismo, dal sistema nervoso alla circolazione del sangue, dalla muscolatura al sistema scheletrico e ormonale. Il suo assunto base è che quando il corpo è rilassato, anche le funzioni involontarie come la digestione e la respirazione migliorano.

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Lo scopo principale del trattamento è di aumentare il flusso dell’ossigeno nei tessuti e liberare le tossine dai muscoli rendendoli più elastici, riducendo lo stress sia fisico sia psichico e come coadiuvante per le cure più o meno farmacolo­gi­che per la pressione alta, l’in­sonnia, l’emicrania e la depressione. Per eseguirlo in maniera efficace e gradevole, oltre alla necessaria conoscenza dell’anatomia e della fisiologia si richiede anche una particolare sensibilità dell’operatore che deve interpretare le necessità individuali e rispondere adattando le differenti tecniche manuali alle caratteristiche morfologiche del cliente. In base alle manovre, alle tecniche e ai prodotti utilizzati può essere tonificante, rilassante, antistress, decontratturante e drenante, in quanto agisce anche sul circolo emolinfatico ed è utile nella prevenzione di adipe e cellulite.

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Le estetiste più esperte lo considerano il massaggio base da cui si sono siluppate tante altre tecniche e sanno che si pratica con una combinazione di movimenti atti a stimolare e migliorare la circolazione sanguigna e linfatica, eliminare le tossine, combattere la ritenzione idrica, as­sicurare l’efficienza delle articolazioni e defaticare i muscoli. I mo­vimenti prevedono lo sfioramento, manovra leggera e rilassante, la percussione, per stimolare e tonificare cute e fasce muscolari, la frizione e l’impa­stamento più profondo in caso di adipe localizzato o cellulite. Negli ultimi anni la tecnica è stata notevolmente arricchita di manualità miofasciali specifiche che la rendono un trattamento in grado anche di migliorare la mobilità articolare e la percezione corporea. Per amplificare i risultati, la professionista può utilizzare principi attivi quali oli essenziali o preziosi fitoestratti vegetali, che assorbiti dalla pelle rendono i risultati più rapidi ed evidenti. Lo si ritiene del tutto privo di rischi, ma per i meno esperti esiste la possibilità di arrecare traumi perché se il terapeuta agisce con forza eccessiva può causare lividi e, in alcuni casi realmente accaduti, si sono verificati fratture ossee, danni al fegato e ai tronchi nervosi. Non bisognerebbe inoltre proporlo in alcune circostanze che rappresentano vere e proprie controindicazioni: flebiti e flebotrombosi; eczema cutaneo, allergie agli oli da massaggio.

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