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LaPelleBeauty.it | May 24, 2018

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L’estetista e il melanoma

L’estetista e  il melanoma

Estetica non vuol dire solo bellezza e vanità, cerette, massaggi e trucco semi-permanente. È un concetto a tutto tondo, che deve arrivare a comprendere anche problemi seri e a volte gravi, legati sì all’aspetto esteriore del nostro corpo, ma non per questo di poco conto. Essere esperti di estetica è dunque anche sapere e non rimanere a bocca aperta quando si parla di alcune condizioni della pelle che, a ben vedere, rappresentano un rischio per la salute in generale. L’estetista non è un medico e non deve improvvisare diagnosi, ma è importante che possieda nozioni di base sul nemico numero uno della pelle: il più famoso tumore della pelle, il cosiddetto melanoma. Chiariamo meglio il concetto. Una donna che si reca regolarmente in un Istituto è abituata a spogliarsi e a mostrare il suo corpo. L’estetista osserva, tocca, manipola, verifica gli effetti del passare del tempo, ma soprattutto, può notare cambiamenti ed eventuali modificazioni nell’aspetto dei nei. Perché rinunciare allora a questo importante funzione di sentinella che può, non necessariamente lanciare un allarme, ma soltanto segnalare alla cliente quello che ha visto e consigliarle di vedere subito un dermatologo. Non c’è certamente niente di male, l’importante, però è che le l’estetista s’informi a sufficienza e non ecceda in presunzione. Non deve fare diagnosi, ma solo aiutare la sua cliente a tenere sotto controllo i nei. Vediamo allora di fornire una serie di informazioni che possono essere di grande utilità. Scientificamente si tratta di una manifestazione maligna originata da alcune cellule dello strato più profondo dell’epidermide, dette melanociti. Esse producono melanina, il pigmento che dà alla pelle la sua colorazione naturale. Al sole, la pigmentazione cutanea aumenta perché i melanociti producono una maggior quantità di melanina. A volta, i melanociti crescono a grappolo e insieme al tessuto circostante danno origine a formazioni che possono essere benigne, cioè non cancerose, e in questo caso prendono il nome di nevi o nei. Ma ci sono situazioni in cui il processo di riproduzione cellulare impazzisce, per cui le cellule si dividono troppo spesso e in maniera disordinata e incontrollata. I melanomi si possono presentare su qualsiasi tipo di superficie cutanea: nei soggetti di sesso maschile si trovano più frequentemente sul tronco o sulla testa e sul collo, mentre in quelli di sesso femminile si forma spesso sulle gambe, sui piedi e sul tronco. Per insegnare ai cittadini a tenere sotto controllo i propri nei, gli americani hanno creato la cosiddetta regola dell’ABCD. Spesso, il primo segno dell’insorgenza del melanoma è il cambiamento di forma, margini colore o dimensioni, di un nevo già presente, ma può anche manifestarsi sotto forma di un nevo recente, anomalo o “brutto” a vedersi. Le quattro lettere ABCD servono a ricordare le caratteristiche da tenere presenti per tentare riconoscere un nevo “sospetto”. La A sta per asimmetria: attenzione se la forma di una metà del nevo non corrisponde alla forma dell’altra metà. B di bordo: il contorno di un melanoma è spesso irregolare, dentellato o sfumato (cosiddetto a carta geografica). C di colore: un nevo molto scuro ma uniforme può sembrare brutto ma è, in genere, meno pericoloso di quello in cui il colore non è uniforme per la presenza di sfumature nere, marroni e scure, o anche di aree bianche, grigie, rosse o blu. D di dimensioni che nel tempo possono cambiare. Altre informazioni generiche, che non devono, in maniera isolata, farvi prendere dal panico. Quando il melanoma si sviluppa in un nevo già presente, la sua consistenza cambia, diventa duro, bozzoloso o si ricopre di incrostazioni. Può sembrare diverso al tatto e dare prurito, trasudare o sanguinare (questo però accade generalmente solo nella fase localmente avanzata) ma di solito non provoca dolore. L’importanza di rivolgersi precocemente a un dermatologo sta nel fatto che questo genere di tumore può essere curato se viene correttamente riconosciuto e trattato quando è ancora piccolo e non ha invaso la cute in profondità. Quindi, la diagnosi precoce e un controllo regolare della mappa completa dei nevi presenti sul corpo, in particolare nei soggetti con pelle chiara o chiarissima, devono essere considerate armi molto efficaci. Consigliate alle vostre clienti di procedere a un costante autoesame e di tenere sotto controllo i propri cari, non ignorando i pur minimi cambiamenti di forma, margini, colore e grandezza dei nevi già presenti o la comparsa di nuovi. Dunque attenzione all’ABCD del melanoma!

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