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LaPelleBeauty.it | December 17, 2017

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Le cause della malattia secondo l’Ayurveda

Le cause della  malattia secondo l’Ayurveda

Abbiamo ripetuto più volte che le malattie, o più generalmente i disturbi dell’individuo, a differenza di quanto afferma la medicina occidentale, non sono attribuite a fattori esterni, come batteri o virus, ma soprattutto a squilibri interiori. Tali disarmonie derivano da scompensi che si verificano nello scorrere delle forze vitali che, passando attraverso i chakra del corpo, alimentano la nostra energia spirituale. L’origine di questi scompensi può essere imputata a tre fattori principali: il cattivo utilizzo dell’intelletto, quello dei sensi e l’influsso negativo delle stagioni. Per cattivo utilizzo dell’intelletto si indica una condizione comune a molti individui che può riassumersi in un concetto semplicissimo: troppa concentrazione sugli aspetti più materiali della vita o comunque troppa attenzione alla proprie esigenze pratiche in luogo di una prospettiva più ampia che tenga conto delle infinite interazioni esistenti tra l’uomo e l’universo infinito che lo circonda.
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Il Pragya Aparadha, ossia l’atteggiamento appena descritto, è la più grave causa di malattie perché si traduce in una limitazione spontanea delle proprie prospettive e richiede un grosso sforzo cerebrale. Anche perché la nostra mente per natura tenderebbe all’illimitato. Le cause sono molte ma possono essere imputate maggiormente ai modelli comportamentali che assimiliamo fin dall’infanzia. La società in cui viviamo, l’educazione che ci viene impartita fin dai primi mesi di vita, i rapporti che instauriamo con gli altri fin dall’infanzia, finiscono col porci limitazioni e vincoli irrinunciabili e imprevedibili che finiscono col generare un malessere interiore che col tempo diviene malattia. La coscienza spirituale con cui nasciamo viene come gambizzata da tutti questi processi mentali, contribuendo a generare il famoso squilibrio dei dosha. Rendersi conto di questa nostra deformazione mentale può aiutarci a migliorare e a cambiare in meglio il nostro modo di rapportarci col mondo, con la natura e le leggi che la regolano, e a superare i nostri problemi.
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Col termine Asatmya Indriyartha Samyog si indica invece l’uso sbagliato che facciamo dei nostri sensi. Diretta conseguenza dell’errato utilizzo dell’intelletto, l’utilizzo improprio dei sensi si esprime attraverso tre modalità: un uso eccessivo, o insufficiente della sensorialità, e infine un uso dannoso per le nostre emozioni. Il primo è forse il più semplice da spiegare e riguarda i molti stimoli percettivi cui siamo soggetti ogni giorno: dalla televisione urlata, alla musica e ai clakson a tutto volume, ai gas di scarico delle macchine, allo sforzo degli occhi davanti al pc o altro. Il secondo, deriva invece da stati d’animo quali apatia, solitudine, depressione, che ci spingono a isolarci e quindi a porre un innaturale freno alla nostra naturale predisposizione al sentire, intesa come bisogno di scambiare messaggi col modo sensoriale che ci circonda. Fa parte di questa limitazione autoimposta, anche l’isolamento in casa e la mancata esposizione ai raggi del sole che come sappiamo può portare a stati d’ansia e depressivi anche molto gravi. Per finire, i nostri sensi possono farsi veicolatori di stati emotivi pericolosi, quando ci fanno entrare in contatto con realtà negative. La visione di immagini angoscianti, paurose o cariche di tensione influisce sul nostro equilibrio mentale scatenando disarmonie che si riflettono poi sui nostri dosha e chakra.
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Ultima causa di malattie, ma non per questo meno importante è l’’influsso che le stagioni hanno su di noi. Più complesso da spiegare, il Parinam, questo il nome di tale nefasta influenza, deriva fondamentalmente dalla difficoltà che il nostro fisico ha ad adattarsi ai normali cicli stagionali. A seconda della stagione, infatti, si ha un aumento o diminuzione dei bhuta, vale a dire degli elementi presenti in natura. In inverno c’è un aumento di vayu o jala, aria o acqua, mentre d’estate c’è un aumento dell’agni, ossia il fuoco. Quest’ultimo è presente anche nel nostro stomaco, ed è la forza che sottende alla digestione. Quando l’agni non funziona a dovere, le sostanze nutritive non vengono assimilate e si possono trasformare in ama (che come ricorderete sono gli accumuli di sostanze di scarto che si annidano all’interno dei tessuti). Questo malfunzionamento tende a rendere più deboli le nostre difese immunitarie e a facilitare l’ingresso di virus e batteri.

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